Acquistare un Fondo Comune d’Investimento: cosa c’è da sapere

Acquistare un Fondo Comune d’Investimento: cosa c’è da sapere

Acquistare un Fondo Comune d’Investimento: cosa c’è da sapere

01/05/2018
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acquistare un fondo comune di investimento

 

 

Negli articoli precedenti abbiamo visto quali sono le linee guida principali da seguire al fine di individuare un portafoglio adatto alle proprie esigenze.

Oggi ci concentreremo sul come acquistare un fondo comune d’investimento.

Dove si può acquistare un fondo comune di investimento e quali differenze ci sono tra un posto o l’altro?

Vedrai che la scelta della “rete” (ti spiegheremo in seguito coda intendiamo con questo termine) presso la quale scegliere il fondo più adatto alle tue esigenze può fare una grande differenza.

Il catalogo dei Fondi comuni di investimento

Al tempo di Amazon, Ali Baba e Ebay, siamo ormai abituati a cercare online gli oggetti di consumo e a trovare grandi piattaforme in grado di offrire un’ampia scelta di prodotti prodotti da brand diversi. Per i fondi comuni di investimento non è così.

In molti casi la scelta che potresti trovare a tua disposizione per acquistare un fondo, potrebbe essere molto limitata.

Devi infatti immaginare che le società creatrici di uno o più fondi (le Sgr, Società di Gestione del Risparmio) sarebbero ben contente di collocarli su tutte le reti bancarie, ma sono proprio queste ultime a non voler collocare fondi di tutte le case (“casa”, termine abbreviativo per “casa di investimento”, è il nome che in gergo si usa per indicare le Sgr che creano fondi).

Fornire al personale di vendita fondi comuni simili, prodotti da case diverse, lasciando che sia il singolo a decidere quale offrire al cliente, sarebbe richiedere alla Rete di una banca uno sforzo inutile. Il risultato sarebbe probabilmente che ogni venditore sceglierebbe di proporre ai propri clienti un fondo o una serie di fondi in modo del tutto arbitrario e proporrebbe, per semplicità, solo quelli.

Per evitare problemi come questo, le banche tipicamente stringono accordi commerciali con alcune Sgr e collocano solo i loro fondi. Le reti bancarie tradizionali solitamente vantano accordi con una, massimo due società d’investimento.

Nel tempo le maggiori banche hanno generato o acquisito, in tutto o in parte, le Sgr che producevano i fondi che le loro reti collocavano.

Oggi, ad esempio, Unicredit colloca fondi Pioneer, Intesa Sanpaolo fondi Eurizon, BNL fondi Parvest e così via.

Questo schema garantisce all’investitore un accesso alla Sgr con condizioni dedicate (spesso agevolate) e la comodità/sicurezza di convogliare il proprio patrimonio presso un unico istituto finanziario.

Se ti senti in linea con questo approccio significa che ti fidi della qualità della tua banca e dei prodotti che vende. Benché tu abbia a disposizione una lista di fondi molto ridotta, sei ragionevolmente convinto della qualità degli strumenti a tua disposizione, perché ritieni siano stati scelti con cura dal tuo istituto.

Questa non è l’unica possibilità. Invece di scegliere i prodotti proposti da una rete bancaria puoi rivolgerti ad una rete di consulenza finanziaria.

Le reti di consulenza finanziaria hanno infatti una “architettura aperta”: possono infatti collocare i fondi di decine di case finanziarie.

Se da un lato questa opzione ti fornisce indiscutibilmente un maggiore grado di diversificazione, dall’altro scegliere un portafoglio di fondi appropriato a raggiungere i propri obiettivi è molto più complicato!

Per acquistare un fondo dovrai probabilmente affidarti alla professionalità di un consulente finanziario. Dovrai instaurare con il consulente un rapporto di fiducia e lui dovrà mettere a tua disposizione il suo know out in materia finanziaria, accompagnandoti nel perseguimento del tuo piano d’investimento. Generalmente, quando hai un rapporto diretto con un consulente finanziario, puoi trattare direttamente col lui le condizioni finanziarie dei fondi, perché avrà la facoltà di scontarti alcune voci di costo.

La sottoscrizione iniziale: info utili

Ora che hai scelto dove acquistare un fondo comune di investimento, devi scegliere la modalità.

Esistono due formule di sottoscrizione. Non sono alternative. Puoi ponderare la tua scelta in base all’obiettivo che ti sei posto.

PIC: Piano di Investimento del Capitale

Chi sceglie il PIC decide di investire in una soluzione una certa somma in un fondo. Anche se decidi di investire il tuo patrimonio in un mix di soluzioni di investimento, se lo fai in un’unica soluzione allora hai scelto la modalità PIC.

Per il mercato retail (cioè il mercato dei piccoli risparmiatori), solitamente l’investimento minimo varia dai 1’000 ai 1’500 euro a seconda della casa d’investimento e della classe del fondo. I versamenti successivi al primo prevedono solitamente un minimo di 500 euro.

PAC: Piano di Accumulo del Capitale

Chi sceglie il PAC decide di investire periodicamente, in più soluzioni, una parte dei redditi futuri. Il PAC è una forma più sofisticata, ma sostanzialmente analoga, del caro vecchio maialino di coccio.

La sottoscrizione minima varia a seconda della SGR selezionata. Alcuni piani di accumulo possono essere aperti anche con 50 euro al mese. Altri fondi possono richiedere, al momento della sottoscrizione iniziale, di versare un’annualità intera della rata (investire subito in apertura 600 euro a fronte di un investimento mensile futuro di 50 euro).

Perché fare un PIC

Questa modalità è adatta a te se devi impiegare un patrimonio di una certa consistenza. D’altra parte, può bastare anche un piccolo capitale per iniziare ad investire: alcuni fondi comuni in avvio richiedono una sottoscrizione minima di 1’000/1’500 euro.

Perché fare un PAC

Modalità adatta a due tipi di investitori/esigenze:

  • coloro che ancora non hanno a disposizione un patrimonio, ma dispongono di un reddito in grado di poter soddisfare appieno le proprie esigenze di consumo. Il PAC soddisfa l’esigenza di accantonare periodicamente una quota di reddito per soddisfare degli obiettivi futuri;
  • coloro che, benché abbiano a disposizione una consistente quota di patrimonio, vogliono investire il proprio capitale diversificando il momento di entrata sul mercato. In questo modo si riduce la probabilità di scegliere un timing avverso.

Bene!

Abbiamo compiuto qualche altro passo nel mondo degli investimenti e, in particolare, dei fondi comuni di investimento.

Ricorda che più amplierai la tua conoscenza finanziaria, più sarai in grado di gestire razionalmente il tuo patrimonio e a non sottostare ai bias cognitivi tipici degli investitori (scoprili in questo articolo e fai il test sul sito della Consob).

Noi di Banks About siamo a disposizione per supportarti nel cammino. Stay tuned!

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