Poste italiane e Cdp: riparte il Buono Inflazione

Poste italiane e Cdp: riparte il Buono Inflazione

Poste italiane e Cdp: riparte il Buono Inflazione

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Il 24 gennaio 2019 è ripartito il Buono Inflazione, il buono fruttifero postale indicizzato all’inflazione italiana che è stato oggetto di molta attenzione sul web e sulla carta stampata la cui emissione è stata sospesa nel 2016.

Il Buono postale indicizzato all’inflazione è una delle tante tipologie di buoni postali emessi in questi anni.

Dal 1925, il buono postale è stato scelto come forma di risparmio/investimento da milioni di italiani per la sicurezza che lo contraddistingue: è garantito dallo Stato italiano e consente di rimborsare il capitale in qualsiasi momento prima della scadenza senza incorrere in perdite sul capitale e, spesso, portando a casa anche gli interessi maturati.

Dall’inizio del 2018 Cassa depositi e prestiti (l’emittente dei Buoni e Libretti) e Poste Italiane (che li colloca in esclusiva) hanno rinnovato la gamma dei buoni fruttiferi postali (scopri qui la nuova gamma) e da gennaio 2019 hanno riaperto l’emissione della tipologia indicizzata all’inflazione italiana.


Cosa sono i buoni fruttiferi postali

I buoni fruttiferi postali sono prodotti finanziari emessi da Cassa depositi e prestiti e distribuiti da Poste italiane

I Buoni e i libretti postali compongono il Risparmio Postale: la forma di raccolta retail (distribuita cioè ai privati e preclusa ai grandi investitori come banche e fondi di investimenti) garantita dallo Stato che forse ha più contribuito a formare la nota propensione al risparmio delle famiglie italiane. 

buono inflazione risparmio

Le somme raccolte attraverso il collocamento di Buoni e Libretti sono investite da Cassa depositi e prestiti per finanziare le aziende italiane che operano in Italia e all’estero, i comuni e, in generale, per sostenere lo sviluppo economico dell’Italia.

Tutti i Buoni fruttiferi postali sono:

  • garantiti dallo stato italiano
  • rimborsabili a vista, in qualsiasi momento, online o presso uno dei quasi 13’000 uffici postali sparsi su tutto il territorio italiano
  • soggetti ad un’aliquota fiscale agevolata sugli interessi (12,50% invece che 26%, come nei conti deposito)

Tipicamente i buoni postali sono disponibili sia in formato cartaceo che in formato dematerializzato.

Il Buono Inflazione è un’eccezione: è acquistabile solo in formato dematerializzato e quindi, per poterlo avere occorrerà possedere un libretto postale o un conto corrente postale che svolgeranno la funzione di “conti di regolamento”.

Esistono Buoni postali di tipologie e durate diverse.

Tipicamente sono prodotti a tasso fisso ma non mancano strutture di rendimento molto interessanti che, nel tempo, hanno reso famoso i buoni fruttiferi postali anche tra gli investitori di palato fine come appunto il Buono indicizzato all’inflazione italiana, oggetto di questo articolo, o il Buono Europa (indicizzato allo Euro Stoxx 50) o il Buono 7insieme, che stacca cedole nel corso della sua vita.

I due vantaggi più evidenti dei Buoni postali sono certamente la garanzia dallo Stato italiano (che non li rende soggetti alla normativa del bail-in) e il fatto che siano prodotti spesso caratterizzati da durate molto lunghe ma il cui valore non oscilla a seconda delle variazioni di mercato (in gergo: non sono soggetti al rischio di mercato).

Altro indubbio vantaggio dei buoni postali è che sono sottoposti ad una fiscalità agevolata sugli interessi.

A differenza dei conti deposito, ad esempio, soggetti all’aliquota del 26%, i rendimenti dei buoni fruttiferi sono tassati con un’aliquota al 12,50%.

 


Buoni postali Vs Conti deposito

buono inflazione vs conti deposito

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  • in genere i conti deposito hanno durate inferiori a quelle dei Buoni postali

 

Semplificando:

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Il Buono Inflazione: come è fatto e quanto rendebuono inflazione formato

Il Buono fruttifero postale indicizzato all’inflazione italiana ha durata massima di 10 anni (anche se, ricordiamo, può essere rimborsato in qualsiasi momento insieme agli interessi maturati) e riconosce un rendimento fisso nel tempo che, insieme al capitale, verrà rivalutato in base all’evoluzione dell’inflazione.

Gli interessi sono calcolati bimestralmente in regime di capitalizzazione semplice e capitalizzano annualmente in regime di capitalizzazione composta.

Gli interessi del Buono Inflazione maturano molto frequentemente: nel caso peggiore, uscendo anticipatamente lascerai sul piatto poco meno di 2 mesi di interessi.

Di seguito trovi la tabella del tasso di rendimento fisso annuo lordo e il tasso di rendimento effettivo in due scenari di inflazione futura, uno all’1% e l’altro al 2%:

 

AnnoTasso fisso annuo lordoTasso effettivo annuo lordo con inflazione al 1,00%Tasso effettivo annuo lordo con inflazione al 2,00%
Foglio informativo
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
0,10%1,10%2,10%
10°0,10%1,10%2,10%

 

Tasso fisso annuo lordo

Il tasso fisso annuo lordo è il rendimento con cui verrà remunerato ogni anno il capitale.

Il capitale e gli interessi così generati verranno rivalutati al tasso di inflazione.

 

Tasso effettivo di rendimento annuo lordo

Il tasso effettivo di rendimento annuo lordo per il Buono Inflazione non è noto al momento della sottoscrizione perché dipende dall’evoluzione dell’inflazione futura.

Per poterlo calcolare nella tabella precedente abbiamo infatti dovuto ipotizzare un certo tasso di inflazione futura.

 

Capitalizzazione semplice

Nel Buono indicizzato all’inflazione italiana gli interessi maturano bimestralmente in regime di capitalizzazione semplice.

Questo significa che essi aumentano linearmente di bimestre in bimestre

In altre parole, ogni bimestre il valore del Buono aumenterà di 1/6 (il rapporto che c’è tra la durata di un bimestre sull’intero anno) del tasso fisso lordo relativo a quell’anno (il tutto rivalutato per l’inflazione).

 

Capitalizzazione composta

buono inflazione capitalizzazione

Nel Buono Inflazione gli interessi maturano annualmente in regime di capitalizzazione composta.

Ciò significa che il capitale e gli interessi maturati fino all’anno precedente diventano il montante su cui viene applicato il rendimento per l’anno in corso.

Applicando la capitalizzazione composta il valore del prodotto cresce molto più velocemente di quanto non si verifichi con la capitalizzazione semplice perché, a differenza di quest’ultima, nella capitalizzazione composta gli interessi generano altri interessi.

 

buono inflazione interessi
Evoluzione degli interessi generati da 10’000 di capitale nel caso di un rendimento medio del 3% annuo nei due differenti regimi di capitalizzazione.

 

La rivalutazione all’inflazione

Il meccanismo di indicizzazione adottato nel Buono Inflazione valuta l’inflazione su un arco temporale della stessa lunghezza di quello per il quale si è mantenuto il possesso del prodotto.

La stessa lunghezza ma non lo stesso periodo di tempo. Tra i due intervalli, infatti, c’è un disallineamento temporale di 3 mesi.

 

ESEMPIO: acquistando il Buono a gennaio 2019, l’indice FOI che verrà utilizzato come base (vedremo in seguito cosa significa) sarà quello relativo a tre mesi prima, cioè ad ottobre 2018. Se il Buono verrà rimborsato a giugno 2022, bisognerà prendere come riferimento il FOi di tre mesi prima, cioè quello di marzo 2022.

L’inflazione complessiva sarà quindi calcolabile così:

Inflazione applicata = FOI mar-22 / FOI ott-18 – 1

 

In ogni caso non verrà applicata un tasso di inflazione inferiore a zero. Questo è un ulteriore vantaggio del Buono Inflazione.

 


Protegge ma non copre dall’inflazione

Come il BTP Italia o altri prodotti indicizzati all’inflazione, anche il Buono Inflazione non si può dire che copra totalmente dall’inflazione il capitale investito.

Infatti, la tassazione a cui è sottoposto il Buono (aliquota fiscale sugli interessi più l’imposta di bollo sul capitale) riduce la copertura dell’indicizzazione all’inflazione.

Tuttavia, dal punto di vista del rendimento nominale, il Buono Inflazione rimane un prodotto molto conveniente considerato che il tasso di inflazione negli ultimi anni è stato comunque mediamente superiore all’1,00%.

 


Come acquistarlo

Il Buono fruttifero postale indicizzato all’inflazione italiana può essere sottoscritto presso uno dei quasi 13’000 uffici postali sparsi su tutto il territorio nazionale o online (da qui)

 

Solo in forma dematerializzata

Questa tipologia di Buono non è disponibile in formato cartaceo ma solo in forma dematerializzata.

Per essere acquistato è necessario il possesso di un libretto postale o di un conto corrente postale che fungeranno di conto di regolamento.

 

Acquisto online

Da novembre 2018 i Buoni fruttiferi sono sottoscrivibili direttamente online.

Chi possedeva un libretto Smart o un conto corrente postale abilitato alle operazioni online poteva acquistarli online già da tempo.

La novità è che ora anche i nuovi clienti possono acquistare questi prodotti direttamente online.

Il processo è semplice e per concluderlo basta avere a portata di file una scansione elettronica del proprio codice fiscale e della propria carta d’identità.

 

Acquista il Buono Inflazione

 


buono inflazione fiscalitàIl capitale sempre disponibile

Il Buono postale indicizzato all’inflazione, come tutti gli altri buoni fruttiferi postali, è un investimento per cui è possibile richiedere il rimborso in qualsiasi momento ritornando in possesso del capitale investito e degli interessi maturati.

Il rimborso anticipato non comporta perdite né penalità.

Chiaramente, rimborsando anticipatamente si rinuncia agli interessi futuri, ma non poteva essere diversamente.

 


Fiscalità

Il Buono Inflazione, così come la maggior parte dei prodotti finanziari, è soggetto a due tipi di tassazione: l’imposta di bollo, sul capitale investito, e la ritenuta fiscale, sugli interessi.

 

Imposta di bollo

Per il 2019, l’imposta di bollo sui buoni postali, e quindi anche sul Buono Inflazione, è pari allo 0,20% del capitale investito.

Il Buono è esentato dal pagamento dell’imposta di bollo se al 31 dicembre 2019 il suo valore sommato al valore degli altri Buoni con la medesima intestazione (il valore del portafoglio Buoni) è inferiore a 5’000€.

Gli importi relativi alle imposte di bollo annualmente dovute sono applicati al momento del rimborso del Buono (anticipato o a scadenza).

 

Aliquota fiscale sugli interessi

Agli interessi dei Buoni postali, e quindi anche a quelli del Buono Inflazione, è applicata una ritenuta fiscale agevolata del 12,50% (si dice “agevolata” perché gli interessi sui conti deposito, ad esempio, sotto soggetti ad un’aliquota del 26%).

 


Rimborso

Come ampiamente spiegato, un grande vantaggio dei Buoni postali, e quindi anche del Buono indicizzato all’inflazione italiana, è la libertà di poter chiedere in qualsiasi momento il rimborso del titolo in linea capitale e interessi.

Se hai un Buono Inflazione, potrai rimborsarlo totalmente o parzialmente recandoti presso un ufficio postale oppure, se possiedi un libretto Smart o un conto corrente abilitato ad operare online,  ti basterà un click dalla tua Area Riservata.

 


Documentazione

Foglio Informativo

Scheda di sintesi

 


Link utili

 

Sito di poste italiane

Sito di Cassa depositi e prestiti

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