Il segreto di Salomone: III capitolo

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Abidan si stava godendo qualche momento in più di riposo. Sua madre aveva provato a svegliarlo chiamandolo, scuotendolo, anche minacciandolo, ma lui, nonostante sapesse che avrebbe dovuto essere già sveglio ormai da tempo, aveva tutta l’intenzione di godersi qual momento di piacevole sonnolenza. All’improvviso si sentì stringere il piede in una morsa di ferro. In silenzio, Zerah, suo padre, lo trascinò fuori casa passando per il corridoio e la cucina. Gli rovesciò in faccia un secchio d’acqua e rimase impassibile ad osservarlo mentre lui, freneticamente, si cambiava i vestiti sporchi del giorno prima. Lo liquidò con un laconico “Vai” e il ragazzo cominciò a correre verso il palazzo di Re Salomone.

Arrivò trafelato e in ritardo, e trovò il Re nella sala del trono intento ad ascoltare due uomini. Kenan, uno dei due, lamentava di essere stato raggirato dall’altro, di nome Aziel. Quest’ultimo aveva infatti notato che i pellegrini che arrivavano a Gerusalemme durante i tempi sacri come Pasqua o Sukkot, camminando per giorni nel deserto spesso vi perdevano uno o più dei capi che intendevano offrire in sacrificio al Tempio.

“Quindi tu vendi ai pellegrini bestie per l’olocausto?” chiese il Re ad Aziel.

“Non proprio,” rispose l’uomo “ho trovato chi mi vende agnelli e montoni a prezzo scontato. Io li vendo ad altri che poi le vendono ai pellegrini”.

“Mi ha raggirato!” si lamentò Kenan “Mi ha promesso che sarei diventato ricco in poco tempo senza fare grande fatica”.

“Cosa è successo?” chiese il Re a quest’ultimo.

“Aziel mi ha imposto di comprare più bestie di quelle che avrei potuto vendere. Lui infatti vendeva anche ai miei competitori. Lui dice che sono stato pigro e stupido ma io ho lavorato dall’alba al tramonto per giorni e non sono riuscito neanche a riavere indietro i soldi del mio investimento!” rispose Aziel

“Cos’hai da dire Aziel?” chiese il Re voltandosi verso l’altro uomo.

“Sua maestà, io sono un uomo generoso, mia moglie mi rimprovera sempre perché ritiene che io sia troppo longanime con le persone che mi circondano. Ho dato a Kenan la possibilità di assumere altri venditori che vendessero per conto suo gli animali e di spartirsi con loro il profitto ma lui ha preferito fare da solo.”

“Ho ascoltato abbastanza.” sentenziò allora Salomone “Dice la Scrittura: Chi lavora la sua terra si sazierà di pane, chi segue chimere si sazierà di miseria. Abidan, spiega il proverbio”

“Il proverbio del Re significa che l’uomo saggio lavora duramente e non crede alle promesse di ricchezza di uno straniero” rispose tremante il ragazzo; sebbene un tredicenne fosse infatti considerato un adulto, era inappropriato per un ragazzo istruire una persona più vecchia di lui.

“Kenan, sei stato uno stolto,” continuò il Re ”hai accettato di entrare in un affare che non poteva che portarti alla rovina. Per questo motivo non avrai nulla da Aziel. Quello che hai perso hai perso. Spero ne guadagnerai più in sapienza che in ricchezze.”

“Aziel,” continuò il Re girandosi verso l’altro “non voglio rivedere mai più la tua faccia, soprattutto in questa sala. La tua avidità ha strappato via il tuo onore. Se ti è rimasta un po’ di coscienza, Aziel, penserai di nuovo al male che hai fatto”

Detto questo il Re li congedò entrambi e poi si rivolse ad Abidan “Tu pensi che abbia preso una decisione sbagliata. Dimmi, figliolo, chi ha forzato Kenan ad accettare l’affare?” chiese Salomone.

“Nessuno, mio Re. Ha deciso da solo, ma Aziel gli aveva fatto false promesse!” replicò il giovane.

“Le promesse di Aziel non erano false, ma esagerate. Non abbiamo forse già imparato che ogni uomo dev’essere responsabile per il proprio lavoro e i propri affari?”

“Sì, mio Re” rispose Abidan

“Se ci fosse una strada facile per raggiungere senza rischi la ricchezza …” cominciò il Re invitando il ragazzo a proseguire, “…saremmo tutti ricchi senza aver mai rischiato nulla.” concluse Abidan.

“Esatto Abidan. La strada per la ricchezza non è la più facile ma la più dritta, capisci quello che intendo?” chiese Salomone.

“Sì, mio Re” rispose il giovane.

“Ora vai ad aiutare tuo padre”.

Il ragazzo fece per congedarsi.

“Un’ultima cosa, figliolo. Non farmi mai più aspettare.” Abidan sorrise. “Promesso, mio signore”

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Vorrei innanzitutto scusarmi se la narrazione in alcuni passi appare incerta o poco fluida, è per via del fatto che devo sia sintetizzare il racconto originale che tradurlo in italiano. E’ risaputo che noi uomini, al contrario delle donne, sappiamo fare una sola cosa alla volta e per giunta anche un po’ male, per cui non c’è nulla da stupirsi che questo sia il risultato.

Visto che ci sono, inserisco qui il solito disclaimer: i miei post riguardanti il libro riportano solo una piccola parte di quello che viene spiegato dall’autore (peraltro molto meglio di come faccio io) e sono infarciti di mie considerazioni personali (che non fanno che peggiorare la qualità del tutto). Quindi, se il racconto vi stuzzica non fate i tirchi e compratevi il libro.

Siamo quindi arrivati al terzo capitolo de “Il segreto di Salomone” di Bruce Fleet (il primo lo trovi qui e il secondo qui).

“Se sembra troppo bello per essere vero, probabilmente è perché è così”

Perché impariamo tante cose alla svelta ma questa semplice regola proprio non ci entra in testa? 

Da bambini, è bastato scottarci il dito una sola volta per decidere che da quel momento in poi non ci saremmo più avvicinati così tanto al fuoco. Il desiderio dell’uomo di diventare ricco, potente e famoso in poco tempo e senza sforzo è invece così forte che ogni volta che ci propongono un affare o un’offerta imperdibile dobbiamo esercitare un controllo notevole su noi stessi per evitare di agire di impulso o, in molti casi, addirittura ci tuffiamo a capofitto per poi accorgerci, poco dopo, che sarebbe stato meglio pensarci un po’ su. E’ normale e buono volere delle cose belle ed è anche comprensibile seguire il consiglio di qualcuno che ci dice di essere riuscito ad ottenere un super-sconto o a conseguire un grosso affare. Il segreto, però, per capire se si tratti di una bufala o meno è sviluppare un talento utile a valutare ognuna di queste situazioni.

Oggi si parlerà quindi di DISCERNIMENTO.

Il discernimento è la capacità di distinguere il Bene (la maiuscola è intenzionale) dal Male. Ecco quindi gli spunti di riflessione che ci lascia il caro vecchio Bruce:

Una notte di sonno

Un forte sconto, un’opportunità di mercato, un’offerta imperdibile!!! Aargh, sbrigati, corri, stai per perderlaaaa!!! Stai calmo, relax, respira profondo e…dormici su. Una notte di sonno può portare consiglio molto più di quanto credi e vedrai le cose da una prospettiva diversa. Magari l’affare che ieri consideravi tale oggi non ti sembrerà più così imperdibile, o piuttosto, invece di fare di testa tua, almeno sei riuscito a parlarne con tua moglie, tuo marito o un professionista (quest’ultimo magari evitalo se devi decidere se la borsa di Fendi al 50% di sconto sta bene con il tubino color corda che hai comperato lo scorso inverno). Ricordati sempre che sono due le super-armi dell’industria degli investimentie dei beni di consumo: l’avidità e la paura. Guarda caso entrambe sono moti interiori quasi istintivi, entrambi generati dall’istinto di sopravvivenza. Il tuo istinto, stimolato a dovere da questo tipo di messaggi, ti rimbambirà nel cercare di convincerti del fatto che devi prendere una decisione ORA. Non dargli retta, mandalo a comprare le sigarette e tieniti il prurito: per decidere, puoi certamente dormirci su una notte.

Se sei in difficoltà finanziaria sei più vulnerabile

Accettati per quello che sei e che stai vivendo. Quali sono le tue aspettative sul tuo tenore di vita? Il consiglio è di puntare in alto ma, nel farlo, di non staccare mai i piedi da terra. Vivere al di sopra delle proprie possibilità o vivere costantemente agognando un tenore di vita più alto di quello che ci si può permettere genera una frustrazione che ti rende eccezionalmente vulnerabile a inganni o promesse esagerate come quella di cui è stato vittima Kenan.

Attenzione al Multi-Level-Marketing (MLM)

La storia di Aziel e Kenan non è altro che un esempio di MLM. Per chi non lo conoscesse con questo nome, è una strategia di marketing “piramidale” in cui un venditore non viene retribuito solo in base alle vendite dirette ma anche proporzionalmente alle vendite effettuate dai venditori che fanno capo a lui. Per capirci, sono i tizi che ti vengono a casa perché tua suocera gli ha dato il tuo numero e ti fanno passare tutta la mattina a convincerti che ti occorre un depuratore d’acquadall’irrisorio prezzo di 4’000 € (a proposito del quale “non devi consigliarti con tuo marito perché sei una donna indipendente e ti meriti il tuo depuratore!”, così una volta hanno detto a mia moglie!) che sarà essenziale affinché i tuoi figli crescano sani e non devastati da orrende malattie. In America il fenomeno dev’essere molto più ampio che in Italia e più sofisticato, tanto che Fleet decide di dedicare diverse pagine ad ammonire i suoi lettori dal finire nelle mani di questa industria. In Italia il fenomeno è più circoscritto ma nonostante questo, io ho passato diversi mesi della mia vita a ingurgitare Herbalife per consumare le scorte invendute che mio fratello aveva acquistato con la promessa che avrebbe potuto guadagnare migliaia di euro al mese senza muovere un dito.

Parola chiave: tradizione

Se certe cose sono sempre state fatte in un certo modo, forse è meglio partire dal presupposto che sono giuste e poi, eventualmente, vedere se ci sono margini di miglioramento, piuttosto che ritenere di essere il primo genio di una stirpe di cretini che non ha mai capito esistesse una soluzione facile e veloce come quella a cui hai appena pensato tu. Guarda Warren Buffet, il mondo è cambiato da quando il grande vecchio investiva i suoi primi risparmi, ma lui ne è uscito sempre brillantemente. Perché? Perché ha investito sempre guardando ai fondamentali di un’azienda e molto meno basandosi su decisioni istintive o mezze notizie fornite da fonti poco raccomandabili.

Bail-in e dintorni

Questo spunto lo fornisco io. Non ho infatti potuto leggere il capitolo e a non collegarlo con i recenti accadimenti e a tutte le persone che negli scorsi mesi si sono ritrovate a pagare di tasca loro perché avevano acquistato dei bond subordinati di alcune banche italiane ormai ben note. Tralasciando i casi dei truffati, la decisione della Banca d’Italia di far in modo che i risparmiatori partecipino alla perdita è proprio in perfetto “Salomone style“: devi sapere cosa c’è nel tuo portafoglio perché pagherai di tasca tua la smania di rendimento!

Anche gli organi di vigilanza hanno quindi cominciato a richiedere nei fatti che il sottoscrittore debba fare i compiti a casa.

Occhio quindi a cosa scegli!

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Scherzo…ahahaha! 😉

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