Il segreto di Salomone: VI capitolo

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Abidan non era mai stato su una biga e trovava l’esperienza elettrizzante. Suo padre gli aveva spiegato che questi mezzi erano adatti alle strade piuttosto che ai terreni irregolari intorno Gerusalemme. Il movimento dava ad Abidan l’impressione di volare. Il soldato che conduceva la biga procedeva lentamente lungo la strada ma ad Abidan sembrava di andare più veloce di quanto non avesse mai fatto. Salutava le persone intorno a sé mentre una schiera schiamazzante di bambini tentava di tenere il passo con loro.
“Dove stiamo andando?” chiese Abidan al soldato.
“Vedrai.”
Abidan sorrise. Era ormai abituato alla riservatezza dei servitori del Re. 
La biga procedeva lungo le strade piene dei profumi della città, il pane di sesamo appena sfornato, l’aroma delle spezie provenienti dal mercato principale. Era una giornata meravigliosa, non c’erano nuvole e il sole riscaldava già l’aria mattutina.
Abidan stava ripetendo mentalmente per l’ennesima volta di non dimenticarsi di ringraziare il Re avergli inviato la biga quando il soldato sterzò dalla strada principale che portava a palazzo e si infilò in una parallela. Era una strada con case ad un piano leggermente più grandi di quella in cui viveva con la sua famiglia.
Poco dopo la biga  si fermò di fronte ad una di esse.
“Il Re ti attende all’interno.” riferì laconico il soldato.
Abidan non si mosse. “Il Re è dentro quella casa?”
“Sì. Non farlo attendere.”
Abidan scese e la biga ripartì. Alla porta due guardie lo fecero entrare quando riferì di essere lì per incontrare Re Salomone. Come la maggior parte delle case di Gerusalemme, l’abitazione si divideva in una zona notte, una zona adibita alla preparazione del cibo e una zona giorno in cui ci si poteva sedere intorno ad un tavolo. Trovò il Re seduto al tavolo con un uomo anziano che capì essere il padrone di casa.
 “Abidan, vedo sei arrivato sano e salvo. Hai trovato piacevole in viaggio fin qui?”
“Sì, mio Re, che tu possa vivere per sempre. Non avevo mai viaggiato su una biga. Grazie per averne mandata una.”
“Ora vieni e siediti. Nemuel ha preparato un tavolo per noi due.”
Abidan si sedette con loro davanti ad una ciotola da pesce secco e di pane fresco.
“Questo è il ragazzo di cui mi parlavi?” chiese il vecchio “Sembra intelligente.”
“Sembra confuso, piuttosto.” rispose Salomone. ” Sei confuso, figliolo?”
“Pensavo sarei stato portato al palazzo reale, mio Re.”
“Anche un Re deve uscire di tanto in tanto. Oggi volevo andare a trovare il mio amico nel suo palazzo.”
Abidan trattenne a stento un sorriso. La casa era un po’ più grande di quella in cui viveva la sua famiglia e conteneva alcune cose di pregio ma non poteva certo dirsi un palazzo.
“Sono onorato di essere qui.”
“È anche educato.” aggiunse Nemuel con un sorriso.
“Nemuel ha lavorato per mio padre. Lo conosco da quando sono un fanciullo.” riprese Re Salomone. “Ora si sta godendo la sua vecchiaia e io di tanto in tanto vengo qui per cercare consiglio.”
Nemuel ricordò i tempi del Re Davide e Abidan ascoltò lui e il Re rievocare i giorni del grande monarca.
Abidan rimase silenzioso, in attesa che il Re Salomone lo coinvolgesse come di consueto con uno dei suoi proverbi.
Finalmente Salomone si alzò dal tavolo.
“Andiamo a fare due passi.” disse al ragazzo.
“A piedi?”
“A me piace camminare e tu sei giovane, non sarà certo uno sforzo per te.” rispose il Re. “Come è stato mangiare con uno degli uomini più ricchi del paese?” Salomone portò le mani dietro la schiena e si diresse verso il cortile scrutando pensieroso il terreno.
“Per me ogni minuto passato alla tua presenza è un onore, mio Re.”
“Non parlavo di me, ma di Nemuel.”
Abidan rimase allibito.
“Sembri confuso, figliolo.”
“Lo sono, mio Re. La sua casa non è come quella dei ricchi, è un po’ più grande di quella di mio padre e noi non siamo ricchi. I ricchi vestono abiti bellissimi, mangiano cibi raffinati e abitano in case lussuose.”
“C’è chi fa il ricco e non ha nulla, c’è chi fa il povero e possiede molti beni.”[Proverbi 13,7]
“Questo significa che Nemuel sta facendo finta di essere povero, mio Re?”
“Non proprio, Abidan. Nemuel vive in una delle zone migliori della città, vicino al Tempio e ad altri edifici pubblici. Potrebbe permettersi un’abitazione ben più lussuosa di quella che possiede ma questa va bene per lui e sua moglie e non ne desiderano una più grande. La maggior parte degli uomini lavora duramente tutta la vita e quando diventa troppo vecchio la sua famiglia si prende cura di lui. Nemuel ha smesso di lavorare ma non ha bisogno che i suoi figli lo aiutino e riesce a soddisfare da solo le sue esigenze e quelle di sua moglie.”
“Ma, mio Re, se Nemuel ha lavorato presso il Re Davide come ha fatto ha diventare così ricco? Ha ereditato la sua fortuna?”
“No, ragazzo. E, se te lo domandassi, non sono stato io a dargliela. Nemuel ha saputo ben amministrare le proprie risorse. Ha preferito spendere i propri soldi per quello che gli serviva e non per quello che voleva. Capisci?”
“Sto cercando di capire, mio Re. Nemuel vive nell’agiatezza perché ha amministrato con cura i propri beni. Egli pensava al futuro non al momento.”
“Dici bene, Abidan. Ora qual è la lezione per te?”
“Se amministro bene i miei beni, ne avrò anche per i miei bisogni futuri.”
“Vedi, figliolo, io sono un re e posseggo schiavi, terreni, palazzi. Sono in una posizione particolare perché è importante che mostri agli altri re che sono ricco e potente perché non pensino che sono debole e che possano conquistare facilmente il nostro paese. Ma la scelta che ha fatto Nemuel ogni uomo si trova a compierla. Puoi essere ricco e mostrarti povero o essere povero e mostrarti ricco. Starà a te scegliere.”
“Spero farò la scelta giusta, mio Re.”
“Ne sono sicuro.”
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Benvenuti al sesto capitolo del libro di Bruce Fleet! Questo è il penultimo capitolo e, come nella migliore delle tradizioni culinarie, l’autore ha lasciato il dolce alla fine.
Prima di partire per un viaggio da solo, a casa mia era solito svolgersi un rituale interessante.
Mia madre si presentava nella mia camera e cominciava:
“Allora, quanti pantaloni hai preso? Quante magliette? Sei fuori per quattro giorni, vorrai prendere una maglietta in più? Se poi ti sporchi? I calzini? E le mutande? Mi raccomando, cambiati una mutanda al giorno, non fare l’animale! Ce l’hai un maglione?”
E così via per una buona mezz’ora…nel frattempo mio padre rimaneva nel suo studio a lavorare e non diceva una parola sul viaggio. A dire il vero mio padre non aveva la benché minima idea che fossi sul punto di partire. Tipicamente arrivava il giorno della partenza e io, zaino in spalla, cominciavo i saluti di fratelli e genitori – operazione non banale perché ho otto fratelli tutti più piccoli di me.
Salutato l’ultimo fratello, tipicamente chiuso in un armadio da un altro, mi presentavo a mio padre che diceva:” E tu? Dove vai?” Dopo una decina di minuti passata a spiegargli che era stato messo al corrente del viaggio da mesi, che lo aveva autorizzato e  – questo con meno enfasi – che lo aveva anche pagato, finalmente mio padre si rilassava e mi diceva:” Ehi, usa la testa, mi raccomando, e divertiti!”.
Ecco, Fleet ha usato una schema simile nella scelta degli argomenti e ha lasciato in fondo al libro proprio queste due raccomandazioni.
Oggi, infatti, parleremo di come usare la testa o, detto in altro modo, di imparare a  VIVERE SOBRIAMENTE.
Come di consueto, non riporterò tutto il capitolo ma fornirò solo  alcuni spunti.
USA LA TESTA

segreto di salomone - usa la testaQuesta era la raccomandazione di mio padre  ma racchiude in sé il senso del capitolo.

Siamo inseriti in una società veloce, liquida direbbe il buon Bauman, che ha dimenticato il senso dell’attesa. Ogni bisogno deve essere soddisfatto immediatamente e, soprattutto, sono tantissimi i bisogni che non esistevano vent’anni fa e che oggi sono considerati fondamentali. Lo sport dei figli, il telefonino che non abbia più di cinque anni, il portatile, il televisore con più di 32 pollici, internet a casa, il tatuaggio (è entrato quest’anno nel paniere Istat per il calcolo dell’inflazione)…queste sono solo alcune delle spese che sono entrate negli ultimi anni nelle nostre vite e che sono percepite come necessarie.

Ma lo sono veramente? O sentiamo la necessità di doverle fare per sentirci al pari delle persone che ci circondano?

Migliaia e migliaia ogni anno finiscono in uno stato di estrema povertà per la grande ansia di non far capire che sono poveri.  William Corbett, Compositore inglese

Molte delle cose che acquistiamo o che ci concediamo sono espressione del bisogno di sentirci parte di un gruppo o di attrarre l’affetto o l’ammirazione delle persone intorno a noi più che di soddisfare una necessità. È importante spezzare queste catena – perché sono catene, questo lo hai capito? – e di cominciare a pensare con la tua testa.
segreto di salomone - conformismoC’era una battuta di Benigni, nel celebre racconto del Giudizio Finale, in cui Berlusconi incontra Dio.
Berlusconi chiede a Dio:”E tu chi sei?”
“Io sono Colui che è.” risponde il Creatore.
E Berlusconi subito risponde:”E io sono colui che ha.”
Pensiamo forse di essere molto diversi? Ognuno ha le sue fisse, c’è chi non può rinunciare alle vacanze all’estero, chi vuole un’auto full optional, chi non riesce a contenere le spese dei figli per timore che essi si sentano meno dei loro compagni.
Ma cosa c’entra tutto questo con il risparmio?
Abbiamo già visto negli altri capitoli che risparmiare è soprattutto una questione di testa e se alla guida della nostra testa c’è la nostra pancia allora siamo perduti, saranno altri a compiere le nostre scelte per noi, prima di tutte la grande industria dei beni di consumo.
Non ci credi? Lo ammettono loro stessi:

IL PROBLEMA È INIZIARE

Se ti stai chiedendo quando è più opportuno iniziare a risparmiare, la risposta è ORA. Inizia ora, vedrai che ti aiuterà a gestire l’impulso di soddisfare subito ogni tuo bisogno.  Ogni epoca della nostra vita è segnata da spese importanti: la prima auto, il matrimonio, la casa, gli studi dei figli e così via. In ogni fase della tua vita sarai quindi propenso a rimandare sempre il tuo risparmio per affrontare una nuova spesa. Non mollare. Inizia ora.

Se non hai chiaro come fare spazio nelle tue spese per iniziare a risparmiare ripagando i tuoi debiti. Tipicamente, infatti, il tasso di interesse sui tuoi debiti è più alto del tasso di interesse a cui puoi remunerare i tuoi risparmi. Ripagare i propri debiti ha inoltre un altro effetto positivo: ti dà l’idea di quanto puoi mettere da parte. Se prima pagavi la rata della macchina e ora il debito è estinto, puoi sicuramente fare finta che non lo sia e risparmiare la stessa quantità, no?

QUALCHE CONSIGLIO PER RISPARMIARE

Se devi fare una spesa importante metti da parte poco a poco, questo ti aiuterà anche a vagliare se questa spesa è veramente necessaria o no.

Vuoi concederti un piccolo lusso ma per farlo devi risparmiare un po’ meno? Rinuncia a qualche altro lusso finché non avrai la somma necessaria.

Vedi, il punto non è fare il taccagno ma dare il giusto peso alle cose. Non stiamo discutendo se acquistare o meno da mangiare o se comprare una medicina importante ma di come gestire le nostre spese extra. Calcetto, cene fuori, cinema, caffé fuori orario, piccoli regali che ci concediamo ogni tanto. Parliamo di piccole spese ma frequenti o di spese più importanti ma più rare.

La prima domanda che ti devi fare è: te le puoi permettere? E non imbrogliare.

Se arrivi a fine mese che sei in bolletta o che sei riuscito a mettere da parte molto poco allora la risposta è NO. Devi tagliare.

E quando devi acquistare, fatti furbo:
  • cerca online, spesso i prezzi sono più bassi
  • cerca l’usato, non fare lo snob. Ormai il web è pieno di piattaforme che gestiscono vendite tra privati e puoi trovare praticamente tutto. Troverai un mondo incredibile fatto di occasioni
  • vendi quello che non usi più, potrai considerare la nuova spesa al netto di quanto hai realizzato da ciò che hai venduto
  • occhio alle occasioni, non sempre sono occasioni. Confrontati col web (usa idealo.it o trovaprezzi.it) per capire se vanno colte veramente
  • occhio alla marca: dai medicinali ai vestiti, non sempre una marca più nota corrisponde ad una migliore qualità o ad un miglior rapporto qualità prezzo. Questo è quello che l’industria vorrebbe farti credere, ma tu sarai più furbo di loro?
QUANDO I SOLDI DANNO LA FELICITÀ

Vedrai che uscire dal vortice del consumismo ti farà sentire più soddisfatto che non continuare a spendere in continuazione – almeno questo è quello che continuo a ripetere a mia moglie per evitare di dover arrivare a tagliarle il bancomat. 😉

Liberarsi dalla convinzione che sei quello che hai non è facile, siamo bombardati ogni giorno da spot, pubblicità che non fanno che ripeterci questo. D’altra parte, se comincerai piano piano a costruire questa consapevolezza, scoprirai che è bellissimo saper dire no e rimanere integri, perché alla fine quell’acquisto non aggiunge niente a ciò che sei, ma solo qualcosa a ciò che hai.

E se è vero che i soldi non danno la felicità, scoprirai che risparmiare ti porterà un po’ di serenità.

 

Se il post ti è piaciuto metti un Like, commenta e condividilo: a te costa niente, a me fa guadagnare un sacco di soldi!!!

Scherzo…ahahaha! 😉

commenti
  • Auguri per il nuovo blog 🙂

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