Imposta di bollo conto deposito: ora te la spieghiamo noi

Imposta di bollo conto deposito: ora te la spieghiamo noi

Imposta di bollo conto deposito: ora te la spieghiamo noi

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In un mondo a tassi zero dove i rendimenti dei prodotti a capitale garantito e a tasso fisso sono ridotti al lumicino, l’imposizione fiscale pesa come un macigno negli estratti conto delle famiglie italiane.

In questo contesto, è comprensibile il grande interesse intorno al calcolo delle imposte sui prodotti finanziari e, in particolare, all’imposta di bollo sui conti deposito su cui gli italiani stanno puntando complessivamente una vera e propria fortuna di quasi 500 miliardi di euro (leggi qui un approfondimento sul portafoglio delle famiglie).


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Ti sarai reso conto che provando a cercare su Google “imposta di bollo conto deposito” o “imposta di bollo deposito vincolato” il motore di ricerca mostra un lungo elenco di circolari dell’Agenzia delle Entrate (quelle di riferimento sono la circolare 48/E del 2012 e la 15/E del 2013), comprensibili solo agli esperti di fisco, e qualche articolo lunghissimo che però non spiega in modo completo ed esaustivo come sia calcolata questa imposta.

È piuttosto semplice capire un concetto centrale: 

l’imposta 2018 si paga proporzionalmente nella misura dello 0,20% su base annuale

Purtroppo questa informazione, benché esatta e importantissima per capire quanto segue, non è sufficiente, nella grande maggioranza dei casi, a poter riperformare il calcolo che ha generato il valore che vedi addebitato nel tuo estratto conto.

In questo articolo vogliamo fornirti quanto basta per essere in grado di replicare il calcolo dell’imposta di bollo che vedrai applicata sul tuo conto deposito.

Se ci segui, sai che noi di BanksAbout pensiamo che non sia sufficiente fornirti la regola generale. Siamo anche noi risparmiatori, padri di famiglia, studenti, e sappiamo bene quanto sia frustrante non riuscire a capire gli estratti conto dei tuoi prodotti finanziari.

Abbiamo quindi deciso di creare questa guida dettagliata, frutto di analisi, ricerche e indagini per rispondere alla domanda più tecnica:

Come si calcola l’imposta di bollo sui conti deposito?

La domanda può sembrare facile, ma l’applicazione dell’imposta di bollo nasconde una serie di caveat non banali.
Poco chiaro, ad esempio, è che cosa succede se il conto deposito viene chiuso prima della data di rendicontazione. Ma non precorriamo i tempi.
Ci pensiamo noi di BanksAbout a spiegarti per bene come funziona l’imposta di bollo.
In questo articolo cercheremo di essere chiari e (soprattutto) esaustivi. Stavolta saprai esattamente come si calcola, ti forniremo la formula per calcolare l’ammontare dell’imposta di bollo e molti esempi. Se ritieni che l’articolo presenti punti poco chiari fallo presente nei commenti e proveremo ad integrarlo e/o semplificarlo.
Le informazioni che seguiranno faranno riferimento alle solo persone fisiche (le imprese o le partite IVA hanno una diversa imposizione fiscale).

L’imposta di bollo si paga sulla base del valore alla data di rendicontazione

Il primo aspetto che dobbiamo chiarire è che l’imposta di bollo si paga ad ogni rendicontazione. Imposta di bollo e rendicontazioni sono indissolubilmente legati. Alcune banche utilizzano una rendicontazione trimestrale, altre una rendicontazione annuale. Due conti deposito con le medesime caratteristiche (durata, rendimento etc) ma con diverse frequenze di rendicontazione possono pagare due diversi importi di imposta di bollo. Lo vedremo tra poco con un esempio.
Il secondo aspetto da chiarire è che il conto deposito paga l’imposta di bollo sulla base del suo valore alla data di rendicontazione. Se alla data di rendicontazione il conto deposito è pieno, si applica l’imposta di bollo secondo le regole che ti mostreremo tra poco. Se al giorno della rendicontazione il conto deposito è chiuso (ma era aperto al momento della precedente rendicontazione) ,si applica l’imposta di bollo nella sua misura minima di 1 euro.
Ma vediamo un po’ di esempi che mostrano quanto spiegato finora.

ESEMPIO 1: rendicontazione annuale – caso classico
Nominale investito: 10’000€
Durata del Conto Deposito: 1 anno
Data di Apertura del Conto Deposito: 01/01/2018
Data di Chiusura del Conto Deposito: 01/01/2019
Data rendicontazione: 31/12/2018
Valore “teorico” imposta di bollo: 10’000 * 0,20% = 20€
Poiché il valore teorico è superiore a 1€ (importo minimo dovuto), si pagherà 20€ di imposta di bollo.

ESEMPIO 2: rendicontazione annuale – imposta di bollo nella misura minima
Nominale investito: 200€
Durata del Conto Deposito: 1 anno
Data di Apertura del Conto Deposito: 01/01/2018
Data di Chiusura del Conto Deposito: 01/01/2019
Data rendicontazione: 31/12/2018
Valore imposta di bollo: poiché il valore teorico (200 * 0,20% = 0,4€) è inferiore a 1€ (importo minimo), si applica l’imposta minima e si pagherà 1€ di imposta di bollo.

ESEMPIO 3: rendicontazione annuale – il Conto Deposito è chiuso al momento della rendicontazione
Nominale investito: 10’000€
Durata del Conto Deposito: 6 mesi
Data di Apertura del Conto Deposito: 01/01/2018
Data di Chiusura del Conto Deposito: 01/07/2018
Data rendicontazione: 31/12/2018
Valore imposta di bollo: durante l’anno il Conto Deposito era aperto e in almeno un giorno il suo saldo era maggiore di zero ma al giorno della rendicontazione il suo saldo era 0€. Di conseguenza si applica l’imposta di bollo nella sua misura minima di 1€.

L’imposta di bollo si paga proporzionalmente al periodo di vigenza del Conto Deposito

Il terzo aspetto che va considerato per comprendere come calcolare l’imposta di bollo è che, nel caso in cui nella data di rendicontazione il vincolo sia attivo, l’imposta di bollo verrà applicata tenendo in considerazione la data di apertura del Conto Deposito.
In altre parole, nel caso di un conto deposito con rendicontazione annuale al 31 dicembre, se alla fine dell’anno il Conto Deposito è stato aperto in ottobre (quindi è attivo da 3 mesi, un quarto di anno) la banca dovrà applicare solo un quarto di imposta di bollo.
Compreso questo concetto, è facile capire perché rendicontazioni diverse, a parità delle caratteristiche del conto deposito, possono portare a valori di imposta di bollo sostanzialmente diversi.
Basta pensare al caso di un Conto Deposito a 6 mesi attivato a gennaio. Se la rendicontazione è annuale, pagherai 1€ di imposta di bollo a fine anno. Se la rendicontazione è trimestrale pagherai 10€ di imposta di bollo. I numeri del caso li trovi nell’Esempio 5.

ESEMPIO 4: rendicontazione annuale – caso classico
Nominale investito: 10’000€
Durata del Conto Deposito: 1 anno
Data di Apertura del Conto Deposito: 10/09/2018
Data di Chiusura del Conto Deposito: 10/09/2019
Data rendicontazione: 31/12/2018
Valore imposta di bollo: 10’000 * 0,20% * (#gg da cui il Conto Deposito è stato aperto/#gg del 2018)=10’000 * 0,20% * (113/365)= 6,19€

ESEMPIO 5: stesso conto deposito con rendicontazioni diverse  può portare a imposte di bollo diverse
CASO 1: Rendicontazione annuale al 31 dicembre 2018
Nominale investito: 10’000€
Durata del Conto Deposito: 6 mesi
Data di apertura del Conto Deposito: 01/01/2018
Data di chiusura del Conto Deposito: 01/07/2018
Data rendicontazione: 31/12/2018
Valore imposta di bollo 2018: 1€ (vd. Esempio 3)
CASO 2: Rendicontazione trimestrale al 31 marzo, 30 giugno, 30 settembre, 31 dicembre 2018
Nominale investito: 10’000€
Durata del Conto Deposito: 6 mesi
Data di apertura del Conto Deposito: 01/01/2018
Data di chiusura del Conto Deposito: 01/07/2018
Date rendicontazione: 31/03/2018 – 30/06/2018 – 30/09/2018 – 31/12/2018
Valore imposta di bollo 2018: 10€ suddivisi come segue:
Valore imposta di bollo 31/03/2018: 10’000 * 0,20% * 1/4 (frazione d’anno) = 5€
Valore imposta di bollo 30/06/2018: 10’000 * 0,20% * 1/4 (frazione d’anno) = 5€
Valore imposta di bollo 30/09/2018: 0€ (il Conto Deposito è rimasto chiuso per tutto il trimestre)
Valore imposta di bollo 31/03/2018: 0€ (il Conto Deposito è rimasto chiuso per tutto il trimestre)

 
Per completezza, abbiamo fatto una ricerca di mercato e contattato molti customer care a cui abbiamo chiesto come calcolano l’imposta di bollo. Gli esempi riportati qui sotto sono quelli in cui il Foglio Informativo era completo e ci consentiva di avere una risposta alle nostre domande o quelli in cui le banche ci hanno fornito una risposta per iscritto.
Il risultato non è scontato. 🙂


Imposta di bollo sul Libretto Postale

imposta di bollo libretto smart

Le somme giacenti sui libretti postali sono soggette ad una imposta di bollo fissa di 34,20 € per le persone fisiche. Nessuna imposta è dovuta se la la giacenza media di tutti i libretti con la medesima cointestazione è inferiore a 5’000€.

Imposta di bollo sull’Offerta Supersmart

Sul Libretto Smart è possibile accantonare una parte o tutte le somme per ottenere un interesse più alto. L’Offerta Supersmart paga l’imposta di bollo il 31 dicembre di ogni anno o quando si chiude il Libretto Smart.

Per ogni Offerta Supersmart, al 31 dicembre di ogni anno l’imposta di bollo dovuta sarà:

  • se l’Offerta Supersmart è attiva al 31 dicembre: 0,20% * (frazione di anno in cui è stata attiva) * nominale investito
  • se l’Offerta Supersmart NON è attiva al 31 dicembre ma durante l’anno ne hai attivata almeno una: 1 €

Imposta di bollo su Conto Corrente Arancio

imposta di bollo conton arancio

Le somme giacenti sul conto corrente sono soggette ad una imposta di bollo fissa di 34,20 € per le persone fisiche.

Poiché la rendicontazione del conto corrente avviene 4 volte l’anno (estratto conto trimestrale), l’imposta di bollo si paga a quote di 8,55 € ogni trimestre. In ogni trimestre, nessuna importo è dovuto se la la giacenza media complessiva di tutti i conti correnti Arancio con la medesima cointestazione è inferiore a 5’000€.

Imposta di bollo sul Conto Arancio

Conto Arancio è il conto deposito del conto corrente Arancio. Si possono spostare le somme dal conto corrente al conto Arancio e vincolarle per ottenere un interesse più alto. Il Conto Arancio paga l’imposta di bollo il 31 dicembre di ogni anno o quando viene chiuso.

Al 31 dicembre di ogni anno l’imposta di bollo dovuta sarà:

  • se c’è un vincolo attivo al 31 dicembre: 0,20% * (frazione di anno in cui il vincolo è stato attivo) * nominale investito
  • se il vincolo è stato attivo durante l’anno ma NON è attivo al 31 dicembre: 1 € (il Customer Care di ING riferisce che fino al 2017 questo euro era pagato da ING, non sarà così per il 2018)

Imposta di bollo su Buoni di Risparmio Intesa Sanpaolo

imposta di bollo buoni intesa

I Buoni di Risparmio Intesa Sanpaolo, sebbene remunerati ad un tasso superiore a quello del resto delle giacenze del conto corrente,non sono un vero e proprio vincolo. Potremmo dire che sono un accantonamento nella sostanza (nel senso che i Buoni vengono remunerati differentemente dalle altre somme libere sul conto corrente) ma non nella forma (perché non sono un prodotto finanziario a se stante). Le somme che si decide debbano essere attribuite ad un Buono di Risparmio continuano a concorrere a determinare la giacenza del conto corrente.

Di conseguenza, i Buoni di Risparmio non sono soggetti ad un’imposta di bollo separata ma pagano l’imposta di bollo nella misura fissa di 34,20 € (in caso di giacenza media superiore a 5’000€, altrimenti nulla è dovuto) insieme al resto delle somme giacenti sul conto corrente.

Sito web: qui
Foglio informativo: qui

Imposta di bollo su CashPark FINECOBANK

imposta di bollo cashpark finecoAi fini del calcolo dell’imposta di bollo, le somme investite in questo conto deposito sono conteggiate insieme ai fondi, alle obbligazioni e, più in generale, agli investimenti che si possiedono sul deposito titoli.

Per semplificare il discorso considereremo il caso in cui si abbia solo un deposito CashPark attivo e nessun altro tipo di investimento. L’imposta di bollo verrà applicata alla fine di ogni trimestre (i.e. ad ogni rendicontazione) nel modo seguente:

  • se alla fine del trimestre il Cashpark è attivo: 0,20% * (frazione di anno in cui il CashPark è stato attivo) * nominale investito
  • se il CashPark era attivo all’inizio del trimestre ma è scaduto o è stato disattivato prima della fine del trimestre: 1 €

Imposta di bollo su Conto Deposito di Banca Arborea

imposta di bollo conto deposito arborea

Il Conto Deposito di Banca Arborea (uno dei più remunerativi del mercato: 6° posto tra i CD a 6 Mesi e 7° posto tra i CD a 12 Mesi) paga l’imposta di bollo il 31 dicembre di ogni anno o quando viene chiuso.

Al 31 dicembre di ogni anno l’imposta di bollo dovuta sarà:

  • se il 31 dicembre il Conto Deposito è ancora aperto: 0,20% * (frazione di anno in cui il vincolo è stato attivo) * nominale investito
  • se il 31 dicembre il Conto Deposito è chiuso ma era aperto durante l’anno: 0 €

Imposta di bollo su Conto Deposito di Banca Dinamica

imposta di bollo conto deposito banca dinamica

Il Conto Deposito di Banca Dinamica paga l’imposta di bollo il 31 dicembre di ogni anno o quando viene chiuso. Il conto corrente collegato al Conto Deposito paga l’imposta di bollo fissa di 34,20€ se la giacenza media è superiore a 5’000€.

Al 31 dicembre di ogni anno l’imposta di bollo dovuta sarà:

  • se il 31 dicembre il Conto Deposito è ancora aperto: 0,20% * (frazione di anno in cui il vincolo è stato attivo) * nominale investito
  • se il 31 dicembre il Conto Deposito è chiuso ma era aperto durante l’anno: 1 €

Imposta di bollo su Conto Deposito di Conto Green

imposta di bollo conto green

Conto Green è il conto deposito di Banca Popolare di Cividale. Paga l’imposta di bollo alla chiusura del vincolo. Alla scadenza di un vincolo l’imposta di bollo sarà:

  • 0,20% * (frazione di anno in cui il Conto Deposito era aperto) * nominale investito

GLOSSARIO – Cos’è la giacenza media di un conto corrente?

La giacenza media di un conto corrente è la media dei saldi giornalieri del conto. I saldi giornalieri da considerare sono quelli di fine giornata.

commenti
  • Comment *Banca IFIS ADDEBITA IMP. BOLLO DAL 0
    1-Genn. 2018

  • Chiedo cortesemente di poter avere informazioni più dettagliate nonchè normative in merito all’imposta di bollo in misura proporzionale, pari al 2 per mille se viene applicata anche ai conti Deposito Libero.
    Ringrazio fin da ora per la gentile attenzione e porgo i più distinti saluti.

    • Ciao Massimo, i riferimenti normativi sono quelli che trovi nell’articolo. Per una sintesi utile, possiamo segnalarti questa paginetta dell’Agenzia delle Entrate. Lì troverai che depositi liberi e vincolati sono sottoposti alla medesima tassazione: sono assoggettati all’aliquota proporzionale del 0,2% secondo le modalità descritte nel nostro articolo.

  • qualcuno può dirmi se ci sono banche che hanno la promozione zero bolli deposto titoli per il 2018/2019?
    Grazie

  • Gentile Redazione,
    in merito ai 3 aspetti da considerare per l’IDB dei conti deposito, con particolare riferimento al punto che riguarda la durata dei vincoli, come viene calcolata allora l’imposta per le somme libere? In sostanza non viene applicata? Grazie

    • Caro Nick, hai fatto bene a sollevare l’argomento. Considera che in alcuni casi le somme possono stare sul conto deposito solo se vincolate. Quando il vincolo scade tornano in automatico sul conto corrente soggiacente. In questo caso non esistono “somme libere” sul conto deposito.
      In generale, l’IdB sulle somme libere viene applicata come sui conti correnti o libretti di deposito: se la giacenza media delle sommme libere supera i 5’000€ allora viene applicata nella misura fissa di 34,20€.
      Chiedi alla tua banca se il tuo conto deposito può ospitare somme libere e faccelo sapere, ti daremo una risposta più precisa.

  • Widiba fa la rendicontazione trimestrale sul conto deposito a 6 mesi. Se la rendicontazione fosse annuale pagherei meno per il bollo. Questo é ciò che ho capito leggendo il vostro articolo.
    Mi domando quindi, perché WIDIBA penalizzi i propri clienti? La Banca dovrá versare i BOLLI incassati allo Stato solamente a fine anno e quindi si troverá liquidità in cassa? Altro non mi viene in mente, perchè altrimenti la Banca dovrebbe avere interesse a premiare i clienti cercando di far pagare loro meno imposte. Grazie

    • Ciao Vvero, è, vero, in alcune situazioni la rendicontazione annuale può portare ad una tassazione minore rispetto ad una rendicontazione trimestrale. Il fatto che Banca Widiba adotti la rendicontazione trimestrale non significa che ci sia una volontà di penalizzare i propri clienti.
      Il conto deposito di banca Widiba ha ereditato la rendicontazione del conto corrente. In altri casi, soprattutto quando la banca offre il conto deposito anche senza conto corrente, si trovano rendicontazioni annuali o semestrali.

  • Comment *mi pare che quanto dite al capitolo L’imposta di bollo si paga proporzionalmente al periodo di vigenza del vincolo sia errato .
    mi pare invece che l’ imposta di bollo sia rapportata ai giorni di apertura del conto deposito e non ai giorni di vincolo.
    nel caso L’imposta di bollo sia addebitata solo al 31/12 La formula da utilizzare per il calcolo dell’imposta è la seguente:

    IMPONIBILE * 2 * NUMERO DI GIORNI DI VITA DEL RAPPORTO DAL GIORNO DI APERTURA AL 31/12 Diviso 365000
    inoltre vi sara’ una nuova imposta di bollo sempre nella stessa misura del 2 per mille sulla rendicontazione di chiusura che il consumatore puo’ benissimo evitate facendo un bonifico verso un conto di appoggio predefinito prima della chiusura del conto deposito

    • Ciao Pippo, l’articolo si apre riportando il concetto centrale che “l’imposta si paga proporzionalmente al periodo di vigenza del vincolo”. Abbiamo riportato questo concetto perché è quello che troverai ovunque. Chiuso questo primo concetto, però, il resto dell’articolo è tutto dedicato a spiegare esattamente la seconda parte del tuo commento: se un conto deposito attraversa “vivo” il giorno di rendicontazione, allora il calcolo dell’imposta di bollo deve tenere in considerazione il momento dell’apertura o l’ultima data di rendicontazione.

  • E’ un concetto errato. L’imposta di bollo non si paga in proporzione alla durata del vincolo, ma in proporzione al tempo in cui il conto deposito deposito è stato attivato. In altre parole, ai fini del calcolo dell’imposta di bollo fa fede la data di apertura del conto deposito, e NON la data di apertura del vincolo.
    Mi meraviglio che non vi sia chiaro questo concetto.

    • Ciao Paolo, quello che scrivi è corretto ma non è in contraddizione con quanto scritto da noi. Non è detto che uno stesso conto deposito possa ospitare più vincoli. Per semplificare la narrazione abbiamo considerato la fattispecie (più semplice da spiegare e verosimilmente la più comune) in cui l’apertura e la chiusura del conto deposito coincidono con quelle del vincolo.

  • Capisco la necessità di “semplificare la narrazione”, ma così facendo si dà un’informazione errata. Personalmente ho sottoscritto 4 conti deposito diversi, e tutti prevedono la distinzione tra data di apertura del conto e data di apertura del vincolo ai fini del calcolo dell’imposta di bollo. Presumo che anche gli altri conti deposito funzionino in questo modo. Dopo tutto, è normale che alla scadenza di un vincolo l’utente possa decidere di rinnovarlo, e in tal caso le vostre considerazioni sul calcolo dell’imposta di bollo non sono più valide.

  • Per correttezza devo segnalarvi che la dicitura Accensione del Vincolo non é corretta in quanto andrebbe sostituita con apertura Conto deposito. Se il conto deposito é aperto il 01_01_2018 e vincolo a settembre come nel vostro esempio pago lo 0,20 sulla foto al 31_12 sull´ intero anno e non dall´attivazione del vincolo.

    • Ciao Luciano, grazie per la segnalazione. Anche altri utenti ci hanno segnalato questo punto. Avevamo scelto di parlare di “accensione del vincolo” piuttosto che di “apertura del conto deposito” per non complicare troppo la narrazione. Le due cose coincidono quando il conto deposito è il vincolo ma divergono quando sullo stesso conto deposito possono essere “accesi” più vincoli magari anche con durate diverse. Ci sembrava una semplificazione accettabile. In ogni caso, visto che ce lo avete segnalato in più di uno, abbiamo provveduto a modificare l’articolo. Grazie ancora della segnalazione!

  • Scusate il ritardo nel rispondervi. Quando ho parlato del bollo sulle somme libere intendevo quelle di un conto deposito puro, che nasce esclusivamente come tale, e non quello che in realtà è una linea vincolata di un conto corrente. Per questo motivo, informandomi un po’ in rete ho avuto conferma che l’imposta di bollo per i conti deposito puri è sempre dello 0,2% e le somme libere non vengono tassate a imposta fissa come quelle dei conti correnti, bensì come le somme vincolate. Devo pertanto dedurre che la vostra risposta è errata o quanto meno incompleta.

    • Ciao Nick, grazie delle precisazione. Abbiamo chiarito anche con altri utenti che, per semplicità espositiva, avevamo scelto di trattare solo i conti deposito che nascevano e morivano insieme al vincolo. Visto che questa trattazione ha suscitato dei dubbi, abbiamo allora esteso il discorso. Non siamo un’enciclopedia, non pretendiamo di essere completi al 100%. In ogni caso, vvogliamo essere chiari al 100% e quando qualche nostro articolo dà adito a dubbi o interpretazione errate lo correggiamo, come è giusto che sia.
      Non siamo perfetti e non abbiamo problemi ad ammetterlo! 😉

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