Investire in obbligazioni: cosa sono e come funzionano

Investire in obbligazioni: cosa sono e come funzionano

Investire in obbligazioni: cosa sono e come funzionano

19/06/2018
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In questo articolo cercheremo di aiutarti a comprendere alcuni concetti fondamentali per investire in obbligazioni. L’idea è quella di descrivere cosa è un obbligazione e sopratutto capire come funziona.

Ti spiegheremo come questi strumenti finanziari reagiscono ai diversi contesti di mercato, quando sono lo strumento giusto per il tuo portafoglio e quando è meglio guardare verso altri prodotti.

Sei pronto?

 


investire in obbligazioni

Che cosa è un’obbligazione?

 

Un’obbligazione (in inglese bond) è un prestito richiesto da persone giuridiche (uno Stato, un ente pubblico, un’azienda) ad un pubblico d’investitori.

Le società che richiedono capitali hanno bisogno di trovare fondi per finanziare, ad esempio, progetti futuri o la spesa corrente. Uno Stato cerca soldi dal mercato dei risparmiatori per finanziare la spesa pubblica, un’azienda per pagarsi un progetto di espansione futuro.

Nel contesto di mercato odierno, in cui le banche fanno fatica ad erogare finanziamenti, il mercato obbligazionario rappresenta una forma alternativa di finanziamento molto valida per le aziende.

Le obbligazioni sono strumenti finanziari (vedi la definizione nel Testo Unico della Finanza (TUF)) che prevedono la restituzione del capitale a scadenza.

Al rimborso del capitale solitamente si aggiunge un rendimento (fisso o variabile) sotto forma di cedola che viene distribuito durante la vita del prodotto.

Queste caratteristiche permettono a chi vuole investire in obbligazioni di avere una ragionevole certezza sui flussi di rendimento futuri che potrà conseguire dalla sua strategia.


Quali sono i vantaggi di investire in obbligazioni?

 

Alto grado di liquidità

Tipicamente, i bond vengono scambiati sul mercato con un’elevata frequenza. Ci sono tante richieste per acquistare e vendere questa tipologia di titoli (anche se bisogna vedere caso per caso). Avere molte controparti disposte ad acquistare il titolo consente, tipicamente, di poterlo vendere in poco tempo senza dover abbassare il prezzo (prova a pensare a quanto devi aspettare per vendere un immobile o a quanto devi abbassarne il prezzo se vuoi liberartene nell’arco di poco tempo).

 

Capitale protetto a scadenza

Sia il rimborso del capitale al termine prefissato, sia il pagamento della cedola sono garantiti contrattualmente, a prescindere dal risultato aziendale (fattore che invece influenza molto il rendimento del mercato azionario). Questo aspetto permette a chi decide di investire in obbligazioni di abbassare la volatilità del suo investimento.

 


Come vengono tassate le obbligazioni?

 

La legge prevede diversi regimi fiscali a seconda della tipologia di obbligazione e del tipo di investitore. Avere ben chiari in mente gli eventuali vantaggi fiscali permetterà di sfruttare al massimo le peculiarità che contraddistinguono l’investire in obbligazioni.

La tassazione è diversa se il possessore dell’obbligazione è una persona fisica (clientela retail) o una persona giuridica.

In questo articolo tratteremo solo il caso della clientela retail.

Anche se si analizza solo la tassazione delle persone fisiche, troveremo regimi fiscali diversi perché alcuni tipi di obbligazioni sono soggetti a regimi fiscali agevolati.

 


Tassazione su redditi

I redditi derivanti dal possesso di un’obbligazione derivano da due fonti:

  • le cedole di interessi
  • la differenza positiva tra prezzo di acquisto e prezzo di vendita dell’obbligazione (il così detto capital gain)

Sia le cedole che il capital gain sono tassati con medesima aliquota a seconda della categoria di appartenenza dell’emittente dell’obbligazione:

  • obbligazioni corporate (cioè emesse da aziende, tra queste anche quelle bancarie): 26%
  • obbligazioni emesse dallo Stato (titoli di Stato: BTP, BOT) : 12.50%

 


Tassazione sul capitale

Anche il capitale investito, il nominale, è soggetto alla tassazione dell’imposta di bollo: nel 2018 pari al prodotto tra il valore del capitale investito e l’aliquota dello 0,20%.

 


Quali sono i rischi di un’obbligazione?

Rischio credito (o rischio emittente)

È il rischio che l’emittente, chi ha emesso l’obbligazione (lo Stato o l’azienda), non riconosca all’acquirente, detentore del titolo, l’interesse maturato o il rimborso a scadenza del capitale investito.

Il rendimento dell’obbligazione deve compensare (anche) il rischio emittente: più solido è l’emittente, minore il rischio emittente, minore il rendimento offerto dall’obbligazione.

 

Rischio interesse (o rischio prezzo)

È il rischio di vedere scendere il prezzo della propria obbligazione a seguito dell’aumento generale dei tassi d’interesse.

Vale la regola generale: se i tassi salgono, i prezzi delle obbligazioni (a tasso fisso) scendono. Se i tassi scendono, i prezzi delle obbligazioni (a tasso fisso) salgono.

 

Rischio cambio

Questa tipologia di rischio interessa tutti gli strumenti emessi su mercati differenti rispetto a quello domestico.

Il deprezzamento della valuta dell’obbligazione rispetto alla valuta domestica può generare una riduzione del rendimento o addirittura perdite in conto capitale anche nel caso in cui l’obbligazione paghi regolarmente cedole e capitale a scadenza.

 

Rischio liquidità

È il rischio che non si riescano a trovare sul mercato compratori per il proprio strumento ad un prezzo ritenuto soddisfacente.

Al fine di liberarsi del proprio titolo, si è pertanto costretti ad abbassare il prezzo fino a quanto è disposto ad offrire la controparte sul mercato e quindi di ricavare molto poco dalla negoziazione. Questo tipo di rischio, colpisce soprattutto le obbligazioni di aziende a piccola capitalizzazione oppure ai cosiddetti junk-bond, o titoli spazzatura, cioè le obbligazioni ad alta probabilità di insolvenza.

 


Che tipi di obbligazioni esistono?

Obbligazioni a cedola

Prevedono la corresponsione periodica di interessi sul conto di regolamento dell’obbligazione (tipicamente il conto corrente).

La cedola è generalmente semestrale ma esistono obbligazioni con cedola trimestrale o annuale. Se il bond è a tasso variabile, la frequenza della cedola è generalmente legata all’indice sottostante:

  • cedola semestrale -> indice sottostante Euribor/Libor 6 mesi
  • cedola trimestrale -> indice sottostante Euribor/Libor 3 mesi

Esempi di obbligazioni con cedola:

  • BTP 10Y

 


Obbligazioni Zero Coupon

Esistono inoltre delle obbligazioni che non prevedono lo stacco di una cedola. Questi titoli sono chiamati zero coupon, e il loro rendimento è legato alla possibilità di essere acquistati ” a sconto”, cioè ad un valore inferiore a quello nominale.

Esempio:

Obbligazione della durata di 5 anni, emesso a 90 e a scadenza rimborsa 100. La differenza tra il prezzo di emissione (90) e il prezzo di rimborso (100) diviso il nominale investito (100), ci dà il nostro rendimento complessivo(10/100, cioè il 10% nei 5Y). Se lo dividiamo per la durata residua (5Y) otteniamo il rendimento annuo (2%).

Esempio di obbligazione zero coupon:

 


Obbligazioni a tasso fisso

Investire in obbligazioni a tasso fisso garantisce lo stesso rendimento per tutta la durata dell’investimento, a prescindere dal mutare del contesto di mercato.

Un’obbligazione a tasso fisso con cedola avrà una cedola fissa durante tutta la vita dell’obbligazione.

Esempio di obbligazioni a tasso fisso:

  • BTP 7 anni:
    • ISIN IT0005327306
    • cedola annuale: 1,45%
    • documentazione: qui

 


Obbligazioni a tasso variabile

Le cedole delle obbligazioni a tasso variabili dipendono da due parametri: una componente fissa, anche detto spread, al quale si aggiunge un parametro variabile, solitamente il tasso del mercato interbancario di riferimento (Euribor, per l’Europa e Libor per il mercato americano).

 


Obbligazioni strutturate

Sono simili alle obbligazioni a tasso variabile dove tuttavia il parametro variabile può essere un qualsiasi altro strumento finanziario o indice.

Troviamo così obbligazioni legate ad azioni (Equity linked) o a indici (index linked), ma anche ad indicatori più complessi come le valute (forex index) o a fondi comuni d’investimento (se non sai cosa sono puoi leggere questo post).

Questa tipologia di strumenti, avendo un valore dipendente da un altra tipologia di titolo (detto sottostante), sono catalogati come titoli derivati, molto complessi per struttura e difficili da comprendere se non sei abbastanza esperto.

Le obbligazioni strutturate per via della loro complessità, non si adattano alla maggior parte dei profili di clienti o di portafogli.

 


Le obbligazioni che bisogni soddisfano?

 

Ti consigliamo di investire in obbligazioni se:

  • Cerchi un flusso di cassa periodico: la cedola, sia nella frequenza che nell’ammontare, è stabilita contrattualmente
  • Pretendi la certezza di rimborso del capitale almeno a scadenza: il rimborso del valore facciale è garantito dall’emittente se il titolo viene conservato fino a scadenza.
  • Vuoi contenere il rischio del tuo investimento: pur esposto a periodi di volatilità, soprattutto nel contesto odierno di aumento dei tassi, tuttavia la rischiosità del mercato obbligazionario è inferiore rispetto a quella del mercato azionario

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