Risparmio e mi diverto: è possibile?

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Siamo abituati a pensare al Risparmio come ad una cosa seria. Ma tra serio e serioso c’è una bella differenza!
Proprio in questi giorni e proprio qui, su Linkedin, ho visto un filmato interessante. Lo posto di seguito.

Idea carina, no? Dopo questo mi sono sparato di seguito tutti i filmati della Fun Theory di Volkswagen (adoro le iniziative pubblicitarie di questo tipo!!).

Ho trovato interessanti questi video perché mi hanno ricondotto ad una riflessione che sto portando avanti ormai da un po’:

E’ possibile far Risparmiare una persona e allo stesso tempo farla divertire?

La mia impressione è che in Italia questo binomio non sia stato molto esplorato. Siamo un paese di risparmiatori, le nostre famiglie sono tra le meno indebitate tra quelle dei paesi sviluppati, e per noi italiani risparmiare è una cosa seria: i risparmi di una vita, il frutto del nostro lavoro, il futuro dei nostri figli…

Non che sia sbagliato, anzi, ma si può risparmiare sul serio senza essere necessariamente seri?

Per capire se il divertimento e il risparmio possano avere qualcosa in comune dobbiamo secondo me fare un passo indietro e chiederci:

Perché Risparmio?

Lasciate per un attimo da parte le risposte dei vostri clienti (risparmio per sostenere una spesa futura, per poter fronteggiare degli imprevisti, per i miei figli), queste spiegano il risparmio con la r minuscola. Io sto chiedendo “Perché Risparmio?” con la r maiuscola. Potrei riformulare la domanda anche così: ”Perché per risparmiare affido i miei soldi ad una banca?”

A questo punto, probabilmente, si alzerebbe un coro: ”Risparmiamo per avere un rendimento!”

Molto bene, mi sapete allora spiegare per quale motivo così tanti soldi degli italiani sono fermi sul conto corrente?

La risposta è sotto gli occhi di tutti: quei soldi sono lì perché quelle famiglie hanno smesso di Risparmiare ma hanno continuato a risparmiare. Che tradotto in linguaggio bancario significa: quelle famiglie stanno ancora mettendo da parte i loro soldi per realizzare i loro progetti futuri ma lo stanno facendo senza investire in alcuno strumento finanziario e questo succede perché i rendimenti di mercato sono troppo bassi.

Allora è vero! L’unico driver del Risparmio (con la r maiuscola) è il rendimento!!

No, non è l’unico driver ma è l’unico che ci sta rimanendo perché troppo a lungo abbiamo utilizzato solo questo argomento.

Il vero senso del Risparmio ce lo siamo infatti perso da un pezzo, ed è questo:

“Perfetto, stai mettendo da parte i tuoi soldi per il matrimonio di tua figlia. Ottimo. Perché nel frattempo, invece di lasciarli fermi lì, non li rimetti in circolo per il bene della comunità? Dalli a me (la tua banca), io li presterò ad altre famiglie, ad imprenditori o allo Stato perché possano acquistare abitazioni, pagare gli stipendi, costruire strade e, quando ti serviranno per il matrimonio di tua figlia, te li restituirò.”

Il vero senso del Risparmio è riconoscere che si vive in una comunità.

Il rendimento, invece, non è che il prezzo del rischio che si è corso prestando i propri soldi.

Ricapitoliamo:

Il popolo italiano è un popolo di risparmiatori ma molte famiglie ora sono eccessivamente liquide (si vede bene in quest’altro mio post). Per queste famiglie il driver del rendimento non basta per tornare ad investire, i tassi sono troppo bassi. Serve qualcos’altro per tirarle dentro che metta in luce il senso del risparmio come strumento per il bene comune.

Ecco appunto che ritorna lo spunto dello spot: utilizzare il divertimento per far tornare questi target a Risparmiare!

In questo momento in Italia manca una proposta di prodotto che vada in questa direzione.

Finora, per semplicità e affinità, le iniziative coinvolgenti sono sempre state legate ad azioni di consumo (premi su carte di pagamento, sconti presso onilne store). Tra Risparmio e Consumo, il primo, essendo di fatto una rinuncia al secondo, viene sempre percepito come il fratello maggiore, quello serio, quello che va bene a scuola ma non si gode la vita.

C’è molto spazio per far riavvicinare questi due fratelli ma nessuno finora si è ancora buttato.

Ma cosa ci guadagna una banca a promuovere iniziative che riallochino dei soldi che ora sono sui conti correnti?

In fin dei conti, i conti correnti sono a zero e per la banca c’è solo da guadagnare nell’avere quelle somme lì, ferme, senza doverle remunerare ai propri clienti.

Non sono sicuro che sia così semplice: i modelli econometrici che stimano la persistenza delle masse sui conti correnti sono basati su dati storici che non hanno mai “visto” una tale quantità di liquidità. Questo potrebbe sovrastimare la persistenza di queste masse e tradursi, prima o poi, in un problema di trasformazione delle scadenze.

Una buona allocazione dei risparmi dei propri clienti, in base alle loro esigenze di spesa, permette alla banca di poter investire quelle risorse con più efficacia e quindi, con minor rischio e maggior rendimento.

Chi aprirà quindi le danze? Qualcuno riuscirà a farci risparmiare e a farci sognare allo stesso tempo?

Se il post ti è piaciuto metti un Like, commenta e condividilo: a te costa niente, a me fa guadagnare un sacco di soldi!!!

Scherzo…ahahaha! 😉

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