Il segreto di Salomone: capitolo I

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E visto che in vacanza in montagna uno ha molto tempo libero (si fa per dire, con tre bimbi piccoli hai appena il tempo di svegliarti la mattina, ricordarti che non sei in casa tua perché sei in ferie, stupirti del fatto che continui a chiamare ferie i lavori forzati con il passeggino che sei costretto a subire per 16 ore al giorno, che già devi alzarti per preparare il latte ad (almeno) uno di loro), mi sono messo a leggere un libro che ho sentito e letto citato svariate volte:“The Solomon secret” di Bruce Fleet.

Libro per ora super interessante, scritto da un ex-financial advisor, ex-senior executive, ex-lecturer, ex-national trainer…vabbé, bisogna ammettere che è un buon giro di parole per dire che sei disoccupato.

Nel libro c’è un ragazzo, Abidan, che è stato accolto come discepolo/studente da Re Salomone in nome di una promessa fatto da quest’ultimo al padre del giovane. In ogni capitolo, Salomone impartisce al ragazzo una lezione di “sapienza”, la virtù per cui il re è famoso (ricordate che Dio chiese a Salomone cosa desiderasse di più al mondo perché Lui gliela avrebbe concessa? Benché al suo posto noi avremmo probabilmente chiesto una PlayStation 4 con FIFA 17 o la cancellazione dei non-performing-loans di MPS o il fallimento di Deutsche Bank e l’applicazione del bail-in a tutti i tedeschi, Salomone non chiese questo. Chiese invece la Sapienza, cioè la capacità di distinguere ciò che è Bene da ciò che è Male).

E siccome Salomone è ricco, molto ricco, il più ricco di tutti i ricchi di tutti i tempi, e, da non dimenticare, Salomone è ebreo, quando Salomone parla di affari, bisogna tenere l’orecchio (attenzione alla terminologia tecnica) “appizzato”.

I capitolo

“Sistema i tuoi affari di fuori e fatti i lavori nei campi, e poi costruisciti la casa” (Pr 24,27)

Questo è il primo insegnamento che Salomone impartisce ad Abidan. Il ragazzo è inizialmente confuso, non capisce bene cosa significhi questo proverbio. Poi afferra: “Se un uomo non si occupa prima del proprio campo, la sua famiglia non avrà il cibo di cui sfamarsi. Una casa, per quanto bella, non gli sarebbe quindi di alcuna utilità.”

Benché a fare i puntigliosi uno potrebbe citare la casa di marzapane dei fratelli Grimm, non possiamo che concordare con la logica del proverbio che, però, ad un bravo professionista del Risparmio (parlo di Salomone, ovviamente) dice qualcosa in più: “Perché prima il campo e poi la casa? Perché in quest’ordine? Perché è bene fare per prime le cose più importanti, ma mai fini a se stesse e sempre avendo chiaro qual’è il loro scopo”

Bene, chiudo qui il racconto del Primo Capitolo del libro (vorrei evitare di ritrovarmi una denuncia di Fleet tra capo e collo per aver violato i diritti d’autore) ma vi lascio qualche spunto (molti sono di Fleet, pochi sono miei):

  • Quando si pianifica il proprio risparmio (o il risparmio di un cliente) bisogna innanzitutto pensare al “campo”, cioè a quello che ti dà da mangiare oggi: il tuo capitale umano. Ce l’hai una polizzina Caso Morte o Invalidità permanente?
  • Per chi non l’avesse ancora capito, la casa è un bel portafoglio con fondi, polizze, obbligazioni e quant’altro mentre il campo sono tutti quegli strumenti che ti consentono di farti mangiare oggi e in futuro. Considerata “l’ariaccia che tira” hai già alzato la tua contribuzione alla previdenza integrativa o speri ancora che il tuo portafoglio possa rendere di più del tuo fondo pensione? Considerate le deduzioni fiscali, non c’è investimento che regge il confronto con quello pensionistico!
  • Pianificare per bene il proprio risparmio (o quello di un cliente) significa pianificare per bene le proprie esigenze di spesa (dove vuoi che vadano a studiare i tuoi figli? Quando pensi vorrai acquistare la prossima auto? Quando la prossima casa? Quanto vorresti avere come retribuzione pensionistica? Non starai pensando di farti mantenere dai tuoi figli, eh?!). Per ogni esigenza c’è uno strumento finanziario adatto: sicurezza, rendimento, liquidabilità, tassazione, durata dell’investimento vanno scelte con cura.

E ora vi lascio meditare, almeno così consiglia Fleet, prima di spammarvi di nuovo con il II capitolo.

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Scherzo…ahahaha! 😉

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