Il segreto di Salomone: IV capitolo

Spread the love

Stavolta Abidan arrivò presto. Non fu, però, scortato fino alla sala del trono ma, dopo aver varcato due file di pesanti portoni si ritrovò di nuovo fuori e rimase senza fiato. La prima volta che aveva visto Salomone era stato in un piccolo cortile del palazzo, con una fontana, delle panche di pietra e aveva pensato non potesse esistere cosa più bella – fino ad adesso. Una lunga file di colonne di pietra si confondeva con robusti tronchi di cedri. I rami degli alberi si intrecciavano con le colonne dando ad Abidan l’impressione di essere immerso in una foresta di pietra. Di fianco, una lunga piscina rifletteva la bellezza del cortile aggiungendo profondità all’ambiente. Il cortile era inoltre pieno di uccelli variopinti posati sui rami e sulle sponde della piscina. Abidan procedeva lungo la fila di colonne riempiendosi gli occhi dei giochi di colori e le narici dei profumi inebrianti delle piante da fiore sparse tra i cedri. Il cortile ricordava i racconti sul giardino dell’Eden. Alla fine del portico vi era una struttura coperta sotto la quale sedeva Solomone che era occupato in un colloquio con tre persone, due giovani adulti e un anziano.

Appena Salomone incrociò lo sguardo di Abidan si alzò dal trono e concluse l’incontro.

Dopo che i tre se ne furono andati Salomone si rivolse al ragazzo.“Ti ho fatto attendere, Abidan?”

“Solo pochi istanti, mio Re. Quegli uomini con cui parlavi sembravano turbati. Stavate giudicando una disputa?” chiede il ragazzo e subito dopo aggiunse “Se posso permettermi di chiedere, maestà”.

“Era una controversia, Abidan” rispose Salomone “ma diversa da quella a cui hai assistito l’altro giorno. Questi uomini che hai visto oggi lavorano per me.”

“Capisco.” rispose Abidan.

“Non ancora, ma capirai.” replicò Salomone, che poi aggiunse “Cosa hai notato riguardo a loro?”

“Uno era più anziano degli altri due.” cominciò il giovane.

“Il suo nome è Fada, è il capo dei miei costruttori” aggiunse il Re “Hai sentito del nuovo acquedotto che sto facendo costruire?”

“Sì, mio Re, il progetto è ben noto in tutta la terra.”

“Fada è il responsabile del progetto mente gli altri due sono i suoi assistenti.” spiegò il Re.

“Ma se lui è il loro responsabile, perché loro discutevano con lui?”

“Perché mettono passione nel loro lavoro, Abidan, e ci tengono che sia fatto bene. Enosh e Shobi, sono questi i loro nomi, hanno un’idea su come attraversare una valle con l’acquedotto. Vorrebbero modificare il suo corso. Io ero d’accordo con Enosh e Shobi ma Fada ritiene che io sia in errore.”

“Quell’uomo ritiene che voi siate in errore? Ma voi siete la persona più sapiente che sia mai vissuta!”

“Pensi forse che un uomo saggio non cada mai in errore, Abidan? Un uomo è sapiente se ascolta la sapienza degli altri oltre che alla propria. Fada mi ha dato buoni consigli in questi anni e continua a darmeli. Se infatti dovessi modificare il percorso dell’acquedotto, esso passerebbe su delle terre private che dovremmo quindi acquistare. Fada mi ha riferito che tra le terre che dovremo acquistare ce ne sono alcune di proprietà delle famiglie di Enosh e Shobi che beneficerebbero, quindi, di questa vendita. Sebbene quindi ci sia qualche ragionevolezza nella loro proposta, la loro motivazione non ha nulla a che vedere con il successo del progetto dell’acquedotto. All’inizio ero d’accordo con la loro proposta, poi Fada è venuto da me. Cosa ti insegna questo fatto?”

“Mai mentire al Re”

Salomone sorrise. “Hai ragione, ma non basta. Impara questo proverbio: I piani falliscono dove mancano i consigli, ma riescono dove sono molti i consiglieri [Pr 15,22]. L’uomo saggio sa che la sapienza si trova nel consiglio degli altri. Ma ciò non basta. Stai attento a chi ti dà consigli per ricavarne un proprio vantaggio. Fada è un mio dipendente e riceve un salario molto alto. Non avrebbe alcun motivo per consigliarmi male. Enosh e Shobi, invece, danno consigli per il proprio tornaconto.”

“E’ meglio quindi che un consiglio venga da un uomo saggio piuttosto che da uno avido.” commentò il ragazzo.

“Esatto. Un umo saggio impara di chi si può fidare e solo allora ne ascolta i consigli.” Salomone si alzò. “Devo andare.”

“Mio Re, posso chiederti cosa ne sarà di Enosh e Shobi?”

Abidan sentì lo sguardo si Salomone come se potesse attraversargli il corpo.

“No.”

_________________________________________

Ecco finalmente giunti la quarto capitolo del segreto di Salomone, anche questo ricco di spunti. Oggi parleremo di INCENTIVI.

 

“Non permetto mai a me stesso di avere un’opinione su qualcosa di cui non conosco le contro argomentazioni meglio di chi le sostiene”

Charlie Munger

Distingui tra un’opinione e un buon consiglio

Siamo in Italia, il nostro è il paese degli opinionisti. Dai talk show in TV al fruttivendolo senegalese in Corso Trieste, tutti hanno un’opinione su tutto. Il medico pontifica su questioni religiose, il dandy fa il sociologo nei reality, l’operaio legifera in parlamento e il parlamentare parla dei problemi dei cittadini (!!!).

E’ vero che in una cena tra amici spesso una chiacchiera tira l’altra e si finisce a parlare di cose serie anche senza cognizione di causa, ma fermati un attimo a riflettere: quante volte ti è capitato di sentirti rispondere: ”Scusa, su questo argomento non sono riuscito a farmi un’opinione.”?

Piuttosto ci si affanna a infilare banalità una dopo l’altra manco fossimo alla Sagra dei Luoghi Comuni ma non si ammette di sapere poco o nulla di una questione. Impara a distinguere un’opinione da un buon consiglio e non farti abbindolare da discorsi che si basano su voci. Approfondisci, leggi, informati solo così potrai affrontare consapevolmente le tue scelte e, quando capita, non aver timore di dire:”Scusa, su questo argomento non mi sono ancora fatto un’opinione.”.

Cerca consigli disinteressati

Ok, mettiamo per un attimo da parte le chiacchierate tra amici e parliamo dei consigli. Quando ne stai ascoltando uno, chiediti se chi te lo sta elargendo lo sta facendo per un suo tornaconto personale.

TV, esperti vari, consulenti finanziari, meccanici, avvocati…siamo pieni di persone intorno a noi che vogliono darci un consiglio su come dovremmo comportarci ma ricorda che TU devi essere in grado di capire quando il consiglio nasconde un doppio fine che non ha nulla a che vedere con il TUO bene.

Torniamo a parlare di risparmio e investimenti: il tuo consulente finanziario prende commissioni sugli strumenti finanziari che ti vende? Devi essere sicuro che i consigli che ti fornisce siano in linea con i TUOI bisogni e non con il SUO budget di fine anno.

Fleet consiglia di avvalersi di consulenti indipendenti, cioè di consulenti che ricevono delle commissioni fisse annuali e quindi svincolate dal numero di operazioni o dal tipo di strumenti che si acquista. ATTENZIONE: questo non significa che un consulente indipendente sia necessariamente migliore di un consulente “classico”! Ha solo un incentivo in meno a fornirti consigli finanziari per il suo tornaconto invece che per il tuo.

Conosci te stesso

Se hai deciso di non avere un consulente finanziario o che vuoi provare a sbrigartela da solo sappi che dovrai darti da fare (ma come hai ben visto, anche chi si avvale dei servizi di un professionista non può dormire sugli allori).

Per cominciare, prima di conoscere i mercati finanziari impara a conoscere te stesso. Per questo, sarà utile dare un’occhiata a una disciplina nota come Finanza comportamentale.

Per chi non lo sapesse, la Finanza comportamentale è un campo relativamente nuovo, nato perché nel tempo si sono accumulate molte prove del fatto che la Finanza e l’Economia classiche non riescono a spiegare appieno il comportamento degli investitori. Questo succede perché entrambe queste due discipline si basano sull’assunto che gli agenti, cioè le persone, si comportino sempre razionalmente. Questo non è vero perché le emozioni, la struttura sociale e altre dinamiche sociali spesso impattano sulle nostre decisioni e sulle nostre azioni spingendoci a non comportarci razionalmente.

Per fare un esempio, un economista classico non riuscirebbe a spiegare per quale motivo una famiglia con un basso reddito preferisca mangiare pane e cipolle tutto l’anno ma poi andarsene ad agosto in un villaggio vacanze a cinque stelle. Per un sociologo, ma basterebbe una persona di buon senso, invece il fenomeno è chiarissimo. Una volta ho conosciuto una famiglia di gioiellieri caduta in rovina. Era così forte la nostalgia dei fasti passati che, nonostante raccontassero di saltare dei pasti verso la fine del mese perché non avevano abbastanza denaro per comperare il cibo, acquistavano alle tre figlie smartphone di ultima generazione ogni anno e non imponevano loro alcun vincolo sulle chiamate o i messaggi ritrovandosi a pagare 60-70 euro al mese di traffico telefonico.

Possiamo quindi definirci razionali? Tornando a noi, nasce quindi la Finanza Comportamentale che cerca di combinare la teoria della psicologia comportamentale e cognitivacon l’economia e la finanza convenzionali al fine di spiegare i comportamenti “irrazionali” osservati negli investitori.

Questa disciplina è estremamente interessante e ricca di spunti. Di seguito ne illustro un paio, giusto per metterti la pulce nell’orecchio e spingerti ad approfondire da solo:

Risposte emozionali asimmetriche dovrebbero corrispondere a egualmente asimmetriche logiche di portafoglio

Traduciamo in italiano: se al pensiero che il tuo portafoglio faccia il 10% di rendimento in un giorno dici:”Fico! Mi vado a bere una birra con gli amici e me la tiro un po’..” ma se, invece, all’idea di perdere il 10% in un giorno ti fiondi in cantina a recuperare la carabina del povero nonno e ti dirigi a passo spedito verso la casa del tuo consulente finanziario, ecco, forse è meglio se il tuo portafoglio sia più sbilanciato su strumenti a capitale garantito e con bassa volatilità.

L’idea è che il tuo portafoglio debba essere costruito su misura per te: se sei un tipo ansioso, che quando il bimbo si gratta l’orecchio lo avvolge nel cellophane e chiama il Centro Malattie Infettive , se quando conti le pecore per prendere sonno arrivi a trenta e ti fermi perché ti senti circondato o se sei uno di quelli che si mette a tavola e ha sempre la sensazione che non sia ovvio uscirne vivi senza finire soffocati dal grasso del prosciutto…beh, stai sereno! Sei bello così come sei, ognuno è fatto a modo suo, ma sappi che non puoi avere un portafoglio alla Chuck Norris o rischierai l’infarto ogni giorno; molto meglio un portafoglio alla Maurizio Costanzo e stare sereni, no?

Investire con inerzia

Sembrerà una cosa stupida, ma spesso cadiamo nella trappola dell’investimento con inerzia: ci mettiamo cioè a comprare quando il mercato sale e a vendere quando il mercato scende.

Cadiamo nella trappola psicologica di convincerci che il movimento che sta facendo il mercato continuerà per sempre (o per un periodo molto lungo).

Tipicamente i grandi investitori invece fanno il contrario!

E’ chiaro che, sebbene sia semplicissimo dirlo a parole, è molto difficile capire quando il mercato sta sottostimando o sovrastimando un’azienda o un rischio e quindi muoversi controcorrente.

Ricordatevi sempre: “Se fosse semplice, lo farebbero tutti”. Investire con cognizione di causa richiede preparazione, quindi sotto a imparare a gestire i propri risparmi!

 

Se il post ti è piaciuto metti un Like, commenta e condividilo: a te costa niente, a me fa guadagnare un sacco di soldi!!!

Scherzo…ahahaha! 😉

leave a comment

Create Account



Log In Your Account